La danza di Shiva

"Nella notte di Brahman, la natura è inerte e non può danzare finché non lo vuole Shiva: Egli si desta dalla Sua estasi e, danzando, invia attraverso la materia inerte onde pulsanti di un suono che provoca il risveglio; anche la materia inferiore danza apparendo come un’aureola intorno a Lui. Danzando, Egli sostiene i suoi molteplici fenomeni. Nella pienezza del tempo, ancora danzando, Egli distrugge tutte le forme e i nomi con il fuoco e concede nuovo riposo. Questa è poesia, ma è anche scienza."
(Ananda K. Coomaraswamy, La danza di Shiva, Luni 2003, p. 83)

Consapevolezza e paura

Vi è un momento in cui decidiamo di proteggere il nostro silenzio; sediamo in una posizione stabile e comoda, oppure ci sdraiamo completamente rilassati, o ancora iniziamo a camminare lentamente. L’attenzione è tutta sul flusso calmo e regolare del respiro, sulla madre Terra che con amore gravitazionale ci stringe a sé, su un mantra che risuona silenzioso nelle buie profondità poste oltre la percezione. È la meditazione, la nostra meditazione. È l’attimo senza tempo in cui ogni aspetto contingente si dissolve e la consapevolezza tocca il puro esistere, scevro da ogni determinazione.(Leggi tutto l'articolo su meditare.it)