Bach

La musica di Bach ha una potenza (nel senso di potentia activa, capacità di causare) infinita; le note da lui effettivamente scritte sono solo l’inizio, una porta su interi universi nei quali il suono perde la limitazione della dimensione fisica e la musica trascende sé stessa. Un’opera troppo grande per i limiti materiali della vita di un uomo; le intuizioni metafisiche svelate da Bach nelle sue composizioni richiedono uno sviluppo e una indagine infiniti, pertinenti più a un mistico che a un musicista.

Sul dolore


Albert Camus ebbe a dire che fino a quando un solo bambino sulla terra soffriva non avrebbe potuto credere in Dio. Sono in molti a sostenere che Dio non esiste, e se esistesse sarebbe crudele, permettendo il dolore e l’ingiustizia. È soprattutto il dolore innocente a fare scandalo (ma esiste poi un dolore non innocente? non siamo tutti nudi e disarmati di fronte alla sofferenza e alla morte, qualunque sia stata la nostra precedente storia?)...
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Esiste un livello metafisico?


Qualsiasi discussione sull’esistenza di Dio si può riportare in ultima analisi alla domanda fondamentale se la realtà fisica sia autosufficiente (possibile, non contraddittoria...) o se richieda necessariamente un livello extra-materiale e trans-fisico per esistere. È il bivio in cui si separano la strada dei credenti da quella dei non credenti; affrontare una discussione sui temi della spiritualità senza aver chiarito questo punto fondamentale comporta invariabilmente l’instaurarsi di un dialogo sterile tra sordi, che facilmente finisce negli argomenti puramente retorici o, peggio, nell’invettiva...
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