Civiltà e progresso

"Non è un rimprovero che il fatto che l’uomo sia un animale carnivoro? È vero, egli può vivere, e vive in effetti, per lo più depredando gli altri animali; ma questo è un miserabile modo di vita – come può ben convincersi chi vada a mettere trappole ai conigli o a sgozzare gli agnelli – e sarà considerato benefattore della sua razza colui che insegnerà all’uomo di limitarsi a un cibo più innocente e più sacro.
Qualunque possa essere la mia consuetudine, non ho dubbio che appartenga al destino della razza umana, nel suo graduale miglioramento, smettere di mangiare animali, allo stesso modo che le tribù selvagge hanno smesso di mangiarsi l’un l’altra quando vennero in contatto con le più civili." (Henry D. Thoreau, Walden)

Che ore sono?

Vi è un atto elementare di meditazione che rientra nell’esperienza quotidiana di ognuno, anche di quelli che non hanno abbracciato un percorso di consapevolezza né intendono farlo, mentre per coloro che sono impegnati nella pratica meditativa si tratta di un gesto non intenzionalmente rivolto a coltivare l’attenzione mentale (anche se poi è la pratica che ce ne fa riconoscere la valenza meditativa). Forse non abbiamo mai considerato la cosa sotto questo aspetto, ma ogni volta che guardiamo l’orologio o chiediamo a qualcuno che ore sono, noi portiamo la nostra attenzione al presente, condizione necessaria (anche se non sempre sufficiente) per lo stato meditativo. Come infatti per acquisire la consapevolezza del luogo in cui siamo c’è bisogno di confrontarsi con dei riferimenti geografici (le coordinate rispetto ad una origine nota), così per portare la mente al presente bisogna acquisire una rete di relazioni temporali (solo per la mente, si badi bene, che per l’essere non si verifica una tale necessità, tanto che l’orologio di uno spirito veramente illuminato potrebbe dare sempre un’unica risposta: “adesso”).... (Leggi tutto l'articolo su meditare.it)

Dio e la scienza


Le leggi fisiche sono leggi dell’universo, e non è quindi lecito estenderle ad un ambito in cui l’universo non c’è ancora. D’altra parte la realtà materiale richiede una giustificazione per il solo fatto di esistere. Questa giustificazione va dunque cercata su un piano trascendente. Vediamo allora che l’ipotesi di Dio, lungi dall’essere incompatibile con una visione scientifica del mondo, ne rappresenta anzi il necessario completamento. Ed è degno di nota il fatto che nessun atto di fede o “salto nel vuoto” è richiesto per giungere al riconoscimento dell’esistenza di Dio, ma solo l’onestà intellettuale di seguire senza pregiudizi un percorso razionale.
La scienza non risulta certo sminuita dall’ammettere l’azione di un agente creatore le cui modalità sfuggono alla possibilità di una formalizzazione in termini matematici; al contrario, essa perde dignità proprio quando degenera nello scientismo, vale a dire nella pretesa totalizzante di riuscire a ridurre nei suoi particolari paradigmi tutti gli aspetti della realtà, negando l’esistenza (anche a prezzo di pesanti contraddizioni) di quegli aspetti che entro tali paradigmi non possono essere ridotti.
D’altro canto, la religione non deve temere la scienza, ché dallo studio delle relazioni tra cose esistenti non potrà mai venire una parola (né in un senso né nell’altro) sul fondamento della loro esistenza; piuttosto, ogniqualvolta un tassello anche minimo delle meravigliose armonie che regolano il cosmo viene portato alla luce della conoscenza, un bellissimo canto di lode al Creatore si alza verso il cielo.

Sui limiti della scienza


Il più grande servizio che si può fare oggi alla scienza è riconoscerne i limiti e sgombrare il campo dallo scientismo. I limiti della scienza sono contingenti, costitutivi, etici. Chiamo contingenti quei limiti che appaiono come tentativi frustrati di proseguire su certe strade di ricerca, dove formalismi sempre più astrusi e ipotesi estemporanee vengono introdotti al solo fine di salvare certi paradigmi. I limiti costitutivi sono invece quelli che il sapere scientifico, per sua stessa natura, ha avuto da sempre e sempre avrà e che oggi vengono spesso trascurati. Infine i limiti etici sono legati allo stretto rapporto tra scienza e tecnologia...(Leggi tutto l'articolo)